risposta a Fabrizio Mancin

Caro Fabrizio,

l'utilizzo dei ricercatori (contrattisti) a tempo determinato potrebbe avvenire anche molto prima del 2013. Già adesso alcuni atenei li stanno utilizzando e da noi si sta preparando il relativo regolamento di assunzione dato che alcuni presidi hanno proposto di procedere. Tra l’altro i contrattisti possono essere conteggiati ai fini del requisiti minimi di docenti delle facoltà per i vari corsi di laurea.

Personalmente sono contrario ad un sistema misto con assunzioni di ricercatori a tempo indeterminato e determinato in contemporanea.

Pensa, se procedessimo, cosa succederebbe fra 6 anni alla scadenza del contratto:

  • Ci saranno un numero adeguato di posti di associato?
  • Se non ci saranno, cosa succederà dei ricercatori in scadenza?
  • Se ci saranno, a parità di merito, chi li vincerà:
  • I ricercatori a tempo determinato in scadenza?
  • I ricercatori a tempo indeterminato assunti in contemporanea che non scadono?
  • I ricercatori già oggi in servizio e che per mancanza di posti, e non di merito, non hanno avuto progressioni di carriera?
Queste domande fanno capire facilmente il grado di turbativa alla meritocrazia e a un’equilibrata progressione di carriera che si potrebbe verificare.

È per questo che, se si passa ai ricercatori a tempo determinato, deve essere una scelta definitiva, senza periodi misti.

Ed è chiaro che una scelta di questo tipo presuppone la volontà e la possibilità di programmare le carriere (e quindi di poter bandire alla scadenza del contratto un numero adeguato di posti di associato in relazione al livello di selezione che si intende fare.

Tale livello selettivo potrebbe anche crescere considerevolmente nelle aree in cui sarà possibile intraprendere, per chi non dovesse diventare associato, carriere alternative dignitose nelle imprese, nella pubblica amministrazione, nelle professioni.

Per me è chiarissimo invece che non si può fare una selezione molto pesante nel passaggio da ricercatore a tempo indeterminato ad associato: sono convinto che la selezione forte va fatta prima dell’assunzione in un posto a tempo indeterminato e non dopo. Dopo l’assunzione, la meritocrazia deve influenzare molto più i tempi di “attesa” e abbastanza di meno la percentuale di passaggio. Non si possono assumere 100 ricercatori a tempo indeterminato e poi dire a 70-80 di loro: per voi non c’è futuro. Vedi "il nostro futuro”.

Cordiali saluti.


Firma Giovanni Bittante


-----Messaggio originale-----
Da: Fabrizio Mancin
A: giovanni.bittante@unipd.it
Oggetto: il nostro futuro



Caro prof. Bittante,

ho letto con attenzione ed interesse l'analisi da lei fatta delle prospettive della struttura del corpo docente e TA dell'università di Padova a legislazione vigente.

Mi pare però che nelle sue proiezioni manchi un dato di un certo rlievo: a partire dal 2013, a legislazione vignete, la figura del ricercatore sarà messa in esaurimento. Suppongo che a quel punto il budget destinato alle assunzioni di ricercatori si trasformerà in budget per ricercatori a tempo determinato...

saluti
Fabrizio Mancin