risposta a Giulia Pavan e Demis Basso

Cari Giulia e Demis,

vi ringrazio del messaggio e dell'apprezzamento delle proposte che ho fatto.

Circa i punti che avete sollevato, vi dico subito, senza alcuna incertezza, che considero una questione di equità che i contrattisti possano essere rappresentati nel Consiglio di Dipartimento come i dottorandi e con una uguale proporzione tra rappresentanti e rappresentati.

Circa la seconda questione, e cioè quella dei finanziamenti diretti, stile "firbini", ho qualche perplessità derivante dalle considerazioni seguenti. La proposta è di dare ai giovani non strutturati la possibilità di ottenere un cospicuo finanziamento triennale per condurre in modo autonomo una ricerca da loro proposta. L'obbiettivo è pienamente condivisibile, però questa opportunità non l'abbiamo mai offerta nemmeno ai ricercatori. Io considero prioritario portare avanti un programma di finanziamenti di start up per i ricercatori che dia prima di tutto a loro la possibilità di cimentarsi con qualche progetto di ricerca personale. Inoltre mi preoccupa l'attivazione di una ulteriore figura precaria, oltre a dottorandi, assegnisti e, fra poco, ricercatori a tempo determinato, che potrebbe allungare ulteriormente la presenza in condizioni di assoluto precariato di giovani, spesso molto capaci, ma a cui non si riesce a offrire sempre prospettive concrete. Io penso che, superata la fase formativa, trattenere a lungo un giovane diventa un impegno morale nei suoi riguardi, impegno che va preso solo se si hanno fondate speranze di poterlo mantenere in tempi ragionevoli.

Cordiali saluti.


Firma Giovanni Bittante


-----Messaggio originale-----
Da: demis.basso@unipd.it
A: giovanni.bittante@unipd.it
Oggetto: Ulteriori informazioni da Psicologia

Gentile Prof. Bittante,
siamo Demis Basso e Giulia Pavan, presenti all'incontro che ha avuto oggi con alcuni docenti di Psicologia. Cogliamo il suo invito ad inviarle suggerimenti e riflessioni e rivolgiamo l'attenzione alle nostre posizioni di assegnisti post-doc e studenti di dottorato.

Abbiamo molto apprezzato la rilevanza da Lei data alla valutazione dei processi non solo nella fase iniziale (accesso ed elargizione dei finanziamenti) ma soprattutto al loro termine, come verifica dell'effettivo raggiungimento degli obiettivi. In questa ottica siamo favorevoli alla Sua posizione di una strategia mirata al lungo termine, nella quale si inseriscono posti di ricercatore a tempo indeterminato e a tempo determinato che abbiano però chiaro il futuro del loro percorso.

La chiarezza del percorso e quella dei criteri di selezione sono fondamentali per dare alle figure in formazione un feedback sulla loro attuale spendibilità all'interno del sistema accademico (oltre che al di fuori di esso) e delle direzioni da prendere per poter risultare tra i migliori nei processi di selezione (sia di personale che dei progetti).

Un punto sul quale vorremmo richiamare la Sua attenzione, riguarda nello specifico il ruolo di assegnisti e post-doc all'interno dei dipartimenti.

Nel caso di psicologia siamo circa 40 unità, a fronte di 150 strutturati, ma non abbiamo alcuna voce in capitolo per quanto riguarda la vita dei nostri dipartimenti. Il regolamento di Ateneo prevede una rappresentanza dei dottorandi ma non degli assegnisti all'interno dei consigli di dipartimento, non considerando il ruolo talvolta fondamentale che viene effettivamente da noi svolto.

Ciò comporta che dobbiamo costantemente subire le decisioni di altre figure e non abbiamo neppure la possibilità di partecipare alle sedute.

Congiuntamente con gli assegnisti di Biologia, con i quali abbiamo più volte parlato su questo problema, chiediamo la Sua posizione riguardo ad un eventuale cambiamento della normativa di Ateneo in questa direzione. Il riconoscimento delle figure "intermedie" (dottorandi ed assegnisti) si dovrebbe anche evidenziare tramite la possibilità di ottenere dei finanziamenti diretti, che permettano conseguentemente la valutazione del potenziale dei giovani finalizzato alle successive selezioni. Quindi Le chiediamo come una possibilità di questo genere possa venire inclusa nel Suo programma.

Infine, La ringraziamo per la Sua disponibilità e per la possibilità che ci ha offerto di farLe giungere la nostra voce.

Cordialmente,
Demis Basso, Giulia Pavan