Il nostro futuro

In breve

L’aumento del numero dei posti di Ricercatore di questi ultimi anni ha modificato la struttura della docenza del nostro Ateneo da cilindrica a piramidale.

L’immissione di nuovi Ricercatori è certamente positiva in quanto consente di acquisire energie vitali per la crescita e lo sviluppo dell’Università di Padova. Ma la retorica del ringiovanimento deve fare i conti con una situazione che, di fatto e indipendentemente dai meriti individuali, determina una diminuzione delle probabilità di “avanzamento” dei Ricercatori e dei Professori associati. In assenza di interventi correttivi, gli effetti benefici derivanti dalle nuove assunzioni verranno rapidamente annullati, con una progressiva diminuzione del numero dei docenti e un allungamento degli anni di attesa nel ruolo.

Lo spazio di manovra offerto dal forte tasso di pensionamento di Ordinari (66% di quelli oggi in servizio), Associati (36%) e Ricercatori (19%) nei prossimi 10 anni, non si tradurrà in nuove favorevoli opportunità a causa dell’applicazione concomitante dei nuovi vincoli ministeriali. Questi prevedono il re-impiego di solo il 50% delle risorse lasciate libere dalle cessazioni di servizio: entro tale quota si può impiegare fino a un massimo del 10% del budget per posti di Professore ordinario, almeno il 60% del budget per Ricercatori e la quota che rimane è da distribuire tra Associati e Personale tecnico e amministrativo.

Una simulazione sui dati di Padova, nell’ipotesi in cui i vincoli ministeriali fossero mantenuti per tutto il prossimo decennio, evidenzia effetti potenzialmente disastrosi sull’organico dell’Ateneo e sulle possibilità di carriera dei nostri docenti.

Tutto ciò rafforza l’esigenza di sviluppare una capacità di programmazione di medio lungo periodo che si qui è sostanzialmente mancata.

Il futuro della nostra Università dipende, quindi, dalla nostra capacità di capire e fronteggiare adeguatamente la situazione, senza nascondere la testa sotto la sabbia e senza fughe nel mondo dei sogni.

Vengono infine avanzate e analizzate alcune proposte concrete per superare tale situazione.

Firma Giovanni Bittante


(cliccare per espandere/comprimere i punti)


freccina1. Pensionamenti di docenti previsti nei prossimi 10 anni a Padova

freccina2. Struttura della docenza

freccina3. I vincoli del MIUR

freccina4. Risultati


Conclusioni

Dall’analisi dei dati riportati si ricava che:
  • L’effetto principale nel medio termine dei vincoli di turnover e ripartizione del budget tra le categorie sarebbe quello di ridurre pesantemente le risorse della docenza universitaria: verrebbe operato un taglio della docenza liberata del 50% in valore e del 40% in numero di posti.
  • L’effetto sarebbe più pesante nelle vecchie Università come Padova che hanno proporzionalmente più docenti prossimi al pensionamento che in quelle più recenti.
  • La riduzione al 50% del turnover non ha alcuna giustificazione nelle Università, come Padova, in regola con il vincolo di bilancio di un importo del costo “scontato” del personale a tempo indeterminato inferiore al 90% del Fondo per il Finanziamento Ordinario.
  • I vincoli alla ripartizione del budget tra le categorie penalizzano pesantemente le possibilità di carriera degli Associati e, di fatto, contrappongono le esigenze di carriera dei Ricercatori, che aspirano al ruolo di Associati, a quelle del Personale Tecnico Amministrativo.
  • Nel medio termine i Ricercatori aumenterebbero di poco nel numero, ma, con un tasso di avanzamento molto basso, tenderebbero a invecchiare come Ricercatori.
  • Nel medio termine gli Associati e ancor più gli Ordinari si ridurrebbero di numero ed entrerebbero nel relativo ruolo ad un’età sempre più avanzata.
  • La struttura fortemente piramidale che deriva da questi vincoli normativi, nel medio termine non porterebbe ad un ringiovanimento (visto che le immissioni nell’Università calerebbero) ma, anzi, ad un invecchiamento medio in tutti i ruoli (vedi: Giovanni Bittante “La retorica del ringiovanimento”).
  • Il passaggio da una struttura a cilindro ad una a piramide ha ridotto ancora di più le prospettive di carriera tanto dei Ricercatori che degli Associati (e le ridurrà ancor più con l’assunzione degli oltre 100 Ricercatori previsti dai concorsi già banditi o richiesti).
  • Padova assomma in sé due effetti negativi: il numero elevato di cessazioni porterà ad una sensibile contrazione dell’organico con messa in crisi dell’offerta formativa appena rivista e la struttura fortemente piramidale che schiaccia la docenza verso il basso.

Le proposte

Le principali azioni da intraprendere sono:
  • Pur senza fare conto solo su questo, è indispensabile documentare seriamente al Ministero la situazione insostenibile di Padova e di eventuali altri Atenei in condizioni simili e chiedere con forza una deroga sia per il limite del 50% del turnover sia per i vincoli di destinazione del budget tra le categorie per chi, come Padova, ha rispettato i vincoli di bilancio, ha assunto molti Ricercatori e che subiranno un forte numero di cessazioni che decimeranno la docenza fissa. Si tratta della proposta che per primo ho fatto nella riunione del Senato Accademico del 12/01/2009;
  • Poiché i posti di professore saranno molto limitati, bisognerà che il Senato Accademico metta a punto, sentite le Facoltà e i Dipartimenti, delle regole trasparenti ed equilibrate per la ripartizione di tali posti, e più in generale delle risorse, tra le facoltà e dia criteri per la destinazione entro le facoltà;
  • Contemporaneamente, è indispensabile impegnarsi con forza e mettere in campo tutte le energie per:
    • reperire risorse aggiuntive sul Territorio (fondi per i distretti produttivi, finanziamenti ambientali, formazione a distanza, formazione continua, convenzioni didattiche esterne, fondi regionali, convenzioni per l’assistenza sanitaria, quota “personale” dei fondi FSE e UE, politecnico veneto, ecc.)
    • e per rinegoziare le convenzioni esistenti in modo da privilegiare sui fondi esterni i concorsi per Associati e Ordinari e anche per Personale Tecnico Amministrativo e a spostare sul fondo per il finanziamento ordinario i concorsi per Ricercatori;
  • In una logica di solidarietà e con l’impegno a garantire il metabolismo basale delle diverse aree, si dovranno utilizzare i fondi interni disponibili per posti di professore soprattutto per le aree che non sono in grado, e non per loro demerito, di accedere a fondi esterni;
  • Nello stesso tempo si dovrà adottare una trasparente politica di incentivazione a favore delle aree che dimostrano capacità di attrarre risorse esterne assegnando punti budget aggiuntivi per reclutare Ricercatori e/o fondi aggiuntivi di ricerca, per nuove apparecchiature, ecc. in relazione alle posizioni PA o PO che riescono a farsi finanziare, ciò al fine di sostenere, nell’interesse generale dell’Ateneo, la capacità di reperimento di risorse esterne;
  • Nello stesso tempo il Senato accademico dovrà fare il punto su tutte le convenzioni finora attivate per monitorare ed eventualmente prevenire effetti dirompenti (blocco totale del turnover e congelamento dei posti di ordinario) che la loro inosservanza o breve durata (come si teme possa avvenire nel caso di Giurisprudenza a Treviso link e di alcune Strutture ospedaliere) può causare a tutte le Facoltà dell’Ateneo;
  • Un’altra azione importante è quella di valutare attentamente le necessità di posizioni di Personale Tecnico Amministrativo riducendone il fabbisogno sia attraverso una valorizzazione delle risorse esistenti, sia attraverso un aumento dell’efficienza organizzativa;
  • È necessario rivedere profondamente l’organizzazione e le competenze dell’Amministrazione Centrale attivando una radicale politica di sburocratizzazione e puntando su una innovazione tecnologica e organizzativa tesa a liberare risorse, a migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’amministrazione e a sostenere l’attività di Facoltà e Dipartimenti;
  • È fondamentale conoscere, discutere, se del caso migliorare, e utilizzare la valutazione del carico di lavoro delle strutture, conclusa da tempo e mai resa pubblica;
  • Una riorganizzazione del personale tecnico amministrativo di questa entità non può evidentemente prescindere da un piano globale di valorizzazione delle Risorse Umane, basato su una formazione di alto livello, una revisione delle strutture organizzative, una maggior flessibilità e mobilità degli operatori, in una logica basata sulla dignità della persona e sulla conciliazione lavoro-famiglia;
  • Anche sul piano economico occorre ricercare con decisione le risorse e le modalità per sostenere e incentivare questa decisa azione di maggior responsabilizzazione e valorizzazione del Personale Tecnico Amministrativo;
Tutto questo deve avvenire in una logica di solidarietà e di equilibrio tra le aree e tra le categorie che deve contraddistinguere l’Universitas patavina, nella convinzione che solo con un approccio sinergico e condiviso potremo affrontare la difficile stagione che ci attende ponendo le basi per ulteriori sviluppi e per affrontare la competizione internazionale.



Firma Giovanni Bittante
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( Documento completo)

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(Tabella Ricercatori)

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(Tabella Docenti Associati)

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(Tabella Docenti Ordinari)

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(Tabella Totale Docenti)