Professori Associati e Ricercatori

Il tema più importante è quello delle prospettive di carriera, che ho sollevato con il documento “il nostro futuro”.

Diversi colleghi hanno contribuito e stanno contribuendo alla discussione su questo argomento così scottante. Vi segnalo l’intervento di Fabrizio Mancin sul tema del futuro dei ricercatori e dei ricercatori a tempo determinato e di Enrico Grisan sui vincoli di bilancio prossimi venturi (tagli Tremonti, premialità meritocratica, obbligo di assunzione del 50% di vincitori esterni rispetto agli idonei interni, ecc) e sul loro effetto, stimato grazie ad una simulazione con i nostri dati, sul vincolo di non superare il 90% del rapporto AF/FFO.

L’approccio adottato nella nostra simulazione è stato anche ripreso in sede CUN su una pluralità di atenei italiani, documentando gli effetti perversi dei vincoli imposti e delle modalità distributive.

Il CUN ha approvato all’unanimità una mozione con cui chiede al Ministro di avviare fin d’ora la modifica dei vincoli normativi relativi al turnover puntando a equilibri meno piramidali con una percentuale di ricercatori intorno al 40% e un numero di Professori Associati inferiore a quello dei Ricercatori e superiore a quello degli Ordinari, condizioni che, con i concorsi in atto, Padova rispetta già. Il testo della mozione è riportato su www.giovannibittante.it/documenti/cun.pdf.

Su questo tema mi ero già espresso chiaramente sulla stampa locale con l’intervento “Atenei: la retorica del ringiovanimento”, oltre che nel Senato accademico del 12 gennaio 2009.

Penso sia significativa anche la verifica della gestione del budget da parte della Facoltà di Agraria durante i miei sei anni di Presidenza (vedi “Politica della docenza” e “Dinamica della docenza”.

Approfitto dell’occasione anche per ricordare alcuni punti di specifico interesse dei Professori Associati e dei Ricercatori, sollevati nei recenti incontri nelle Facoltà e nei Dipartimenti.

Anni sabbatici

Ho sostenuto che è necessario aiutare i docenti più giovani a recarsi all’estero per periodi più lunghi per favorire progetti di ricerca congiunti, rafforzamenti di network culturali e scientifici, acquisizione di nuove metodologie, esperienze didattiche stimolanti. A questo scopo, nel programma, ho riportato che: “Una strategia fondamentale può diventare quella di incentivare l’effettuazione di veri anni sabbatici presso prestigiose istituzioni estere di ricerca, soprattutto da parte dei nostri docenti più giovani; per questi ultimi dovrebbe essere sviluppata una politica di investimento che li sostenga sia finanziariamente, che assicurando la copertura degli insegnamenti che lasciano temporaneamente scoperti tramite supplenze”.

Start up

Nel programma ho riportato: “D’altro canto è essenziale svolgere una funzione di start up, utilizzando idonei programmi di finanziamento per mettere i ricercatori in grado di avviare specifiche linee di ricerca, di cui poi valutare i prodotti ottenuti, e che consentano loro di ricercare successivamente finanziamenti esterni”. Su questo argomento sono intervenuto anche nell’ultima riunione del Senato accademico al punto sui Progetti di Ateneo. A tale proposito propongo di destinare a questo scopo almeno metà del fondo di 3 milioni di Euro messo a bilancio per progetti di ricerca presentati da giovani non strutturati (i cosiddetti Firbini padovani) ed eventualmente anche una parte dell’accantonamento per i progetti strategici futuri.

Spese di pubblicazione

Per incentivare la pubblicazione di lavori e monografie di standard qualitativi sempre più alti e poiché, soprattutto in certe aree disciplinari, i costi di pubblicazione possono diventare significativi, ho proposto di istituire un fondo per rimborsare ai Dipartimenti le spese di pubblicazione di lavori collettivi e monografie aventi gli standard qualitativi indicati dal CUN per i diversi SSD per la partecipazione ai concorsi e per i quali nessuno degli autori disponga di finanziamenti rilevanti.

Didattica

Circa l’attività didattica, durante il Senato accademico dell’11-13 maggio ho proposto, proposta accettata all’unanimità, che la soglia massima di attività didattica annua venisse abbassata per i ricercatori da 25 a 18 CFU (Senato accademico 11-13/05/2009). Ho anche proposto, come alcune Facoltà fanno già da anni, che le ore di didattica svolte oltre quelle di titolarità fossero retribuite con un valore rapportato alla supplenza piena e che i docenti con un carico significativo di lezioni, esercitazioni ed esami potessero avvalersi di un supporto didattico. Inoltre nel programma, pur senza poter proporre il Research Professor, ho riportato: “Saranno infine doverose forme di flessibilità e compensazione tra impegno documentato nella ricerca, impegni istituzionali e attività didattica”.



Firma Giovanni Bittante